Capita, durante un sogno, di dover pronunciare frasi apocalittiche nei confronti di qualche fantomatico personaggio.
L'ultima perla di saggezza onirica: "Voi vendete foglie, non radici!"
(Performance di un'incazzatissima Eskimo che inveisce contro un direttore di un tg locale).
La minaccia sanremese è sempre più vicina: primi sintomi di acciacco riscontrabili nell'etere, più in generale sui media.
Ma dico io, non sarebbe meglio riproporre qualche evento di stampo Villa Pamphili? Lo chiamavano raduno pop. Il pop di oggi, a confronto, dovrebbe essere degradato.
Riabilitiamo la musica del sud (ovviamente si intende musica che abbia almeno vent'anni di stagionatura). Ad Eskimo, che ha un'anima vintage e un cappottino pop(ular), piacciono molto gli split dal 70 in poi.
Oggi riportiamo alla mente il rarissimo album, datato 75, dei Preghiera di sasso e Diapason. Due gruppi di Pescara, due lavori, alcuni musicisti in comune.
Il jazz che si fonde con passaggi rock, a tratti prog ma anche il contrario. I duetti con basso e sax o con chitarra e batteria dei Preghiera e le digressioni arzigogolate dei Diapason, con varie evoluzioni strumentali. Nulla da invidiare ai Nucleus, no davvero.
